- Come è cambiato l’insegnamento della geografia nelle scuole/università negli ultimi anni?
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Giovanni Biallo: Io insegno all’Università di Tor Vergata, facoltà di Lettere e Filosofia, nei corsi triennali e magistrali dedicati al turismo e beni culturali. Trovo molto interesse degli studenti verso gli approfondimenti tecnici e tematici legati al mondo delle tecnologie informatiche applicate alla geografia. Nella nostra facoltà ci sono anche altri corsi che applicano tecnologie GIS e sono ormai frequenti tesi di laurea sulla materia. In precedenza ho insegnato alla Facoltà di Architettura dell’Università La Sapienza, ed ho trovato nel passaggio da Architettura a Lettere e Filosofia un mondo incredibilmente ricco di interesse verso le tecnologie informatiche applicate alla geografia. Siamo ormai invasi da tecnologia che ci sollecita a conoscere geograficamente ciò che ci circonda.
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Paolo Pieri: L’insegnamento della geografia nelle scuole superiori italiane, a mio parere, non è stato oggetto di particolari evoluzioni. L’attuale sistema scolastico italiano non produce sufficienti stimoli all’aggiornamento didattico ed i programmi ministeriali, statici ed obsoleti, costituiscono l’unico punto di riferimento, che, talvolta, qualche libro di testo prova a smuovere con qualche timido tentativo d i esporre le novità di metodo e di tecnologia.
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Angela Poletti: Le informazioni di tipo geografico descrivono una categoria del sapere che può risultare molto complessa; mettere in relazione il «dove» con il «cosa» è stato per centinaia d’anni oggetto della cartografia cartacea tradizionale, dai vedutisti ai topografi, dai militari agli astronomi. Peraltro, oggi, le mappe vengano impiegate sempre più diffusamente per la rappresentazione di concetti astratti, come la distribuzione spaziale di densità di popolazione o i livelli medi di istruzione associati a determinati ambiti territoriali (quartieri, comuni, regioni, nazioni, etc.). L’informazione geografica è pertanto fondamentale per innovare l’insegnamento dell’urbanistica e del governo del territorio. Elementi che in passato venivano messi in relazione mediante la costruzione di modelli semplificati possono, oggi, attraverso i sistemi GIS essere elaborati e mostrati in modo sistemico, favorendo l’acquisizione di concetti complessi. Inoltre, la naturale propensione dei giovani per le tecnologie dell’informazione viene catturata dalla intelligenza tecnologica dei sistemi GIS; gli studenti ne apprezzano l’utilizzo per lo studio e la rappresentazione dei fenomeni territoriali alle varie scale, impegnandosi nello studio dei software oltre alle ore dedicate alla pianificazione del territorio.
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- Qual è il ruolo dei sistemi informativi geografici nell’insegnamento della geografia oggi?
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Giovanni Biallo: Ho di recente avuto la possibilità di realizzare uno stimolante progetto con il Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca, la Società Geografica Italiana, Le Università La Sapienza e Tor Vergata, l’Associazione degli Insegnanti di Geografia. Abbiamo portato un corso di GIS applicativo in varie scuole medie e superiori con risultati eccellenti. Soprattutto nelle medie inferiori l’interesse degli studenti è stato altissimo. Insegnanti ed allievi a fine corso ci hanno chiesto nuovi dati, esempi e documentazione per poter proseguire l’eccitante esperienza. La geografia se insegnata in modo innovativo e legandola alle tecnologie informatiche, è di sicuro interesse per gli studenti, affascinati oggi da navigatori satellitari, servizi mappe sul web, cellulari dotati di GPS, ecc. |
Paolo Pieri: I sistemi informativi geografici hanno un ruolo fondamentale e, direi, necessario nell’insegnamento della geografia. Infatti, un sistema GIS (Geographical Information System) integra dati cartografici ad archivi di dati alfanumerici, archivi di immagini, suoni o filmati, consentendo all’utilizzatore di affrontare innumerevoli percorsi di “navigazione” correlando tra loro varie tipologie di dati e informazioni. |
Angela Poletti: I nuovi strumenti giuridico-amministrativi per il governo del territorio (Piano di Governo del territorio nel caso della Regione Lombardia) hanno, per loro concettualizzazione il carattere di dinamicità. Non hanno più una durata temporalmente indeterminata, come il Piano Regolatore Generale Comunale , ma deve essere in grado di rispondere, in ogni momento, ai bisogni della popolazione e dei soggetti utilizzatori (i cittadini, insomma). Richiede pertanto, per la sua piena attuazione, strumenti in grado di fornire risposte veloci e suscettibili di variazioni spazio-temporali in relazione al mutare delle condizioni al contorno. Inoltre deve produrre integrazione nelle politiche locali e sovralocali; da cui l’esigenza di costruire un modello di città che utilizzi in ingresso l’intero patrimonio di informazioni della pubblica amministrazione; sia comunale che sovracomunale e che sia in grado di disegnare scenari, evidenziare tendenze, segnalare carenze, monitorare i cambiamenti e, più in generale, affiancare i decisori fornendo un quadro quanto più veritiero possibile dell’evoluzione dell’area metropolitana al variare dei bisogni e delle scelte di pianificazione. L’importanza dell’informazione viene sottolineata particolarmente dalla normativa Lombarda quando definisce tra gli strumenti per il Governo del territorio il Sistema Informativo Integrato, e ne ribadisce l’importanza nell’impostazione dell’Osservatorio della L.R. 12/2005, evidenziandosi la necessità di conoscere, prima di tutto, l’evoluzione del territorio in conseguenza delle trasformazioni prodotte dai piani e programmi, e, in conseguenza, delle azioni potenzialmente governate, dei cittadini. La natura dinamica della SDI (Infrastruttura di Dati Spaziali) si collega direttamente alla natura dinamica del Piano, così come oggi si intende. L’insegnamento, lo studio ed il piano non possono allora più prescindere dallo studio e dalla strutturazione dei dati territoriali. |
- In che modo la conoscenza della geografia e dei sistemi GIS favorisce le future prospettive di lavoro degli studenti superiori e universitari?
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Giovanni Biallo: Ormai per molte professioni la conoscenza degli strumenti GIS è essenziale. Il mercato la richiede. Pensiamo a geologi, urbanisti, architetti, biologi, ingegneri e molte altre lauree di nuova istituzione. Oggi sono tutti chiamati a saper usare nella loro professione questi strumenti applicativi. Non può mancare nei loro curricula una adeguata formazione e conoscenza della materia. Coloro che si sono laureati ormai da qualche anno e che non hanno fruito, nel periodo universitario, di una adeguata formazione sulla materia, per essere in linea con le richieste del mercato del lavoro, sono costretti ad un rapido aggiornamento seguendo master, corsi sui prodotti software e corsi organizzati dagli ordini professionali. |
Paolo Pieri: Il progressivo sviluppo delle nuove tecnologie per l'elaborazione dei dati e la sempre crescente diffusione dei nuovi mezzi di comunicazione rende necessario adattare le proprie conoscenze e la propria competenza professionale al nuovo modo di lavorare; pertanto gli studenti superiori e universitari devono apprendere tali tecnologie per presentarsi sul mercato del lavoro con la piena conoscenza delle soluzioni che sono inevitabilmente destinate ad essere protagoniste nel futuro. In quest’ottica i sistemi GIS costituiscono il “massimo comun denominatore” che collega e correla tra loro tutte le tipologie di banche dati: coloro i quali non saranno in grado di utilizzarlo, di interrogarlo, saranno i futuri “analfabeti”. |
Angela Poletti: Le mappe possono essere considerate sia come il materiale ‘grezzo’ di lavoro sia come il prodotto finale di progetti di tipo GIS. Il più recente modello di pianificazione territoriale è basato sui principi della sussidiarietà e della concertazione interistituzionale; a tali principi si conforma anche il modello di un Sistema Informativo Territoriale integrato. Pertanto le professionalità vicine alla formazione ed all’attuazione del piano vengono completate e specializzate dalla conoscenza dei sistemi informativi geografici; questo fattore può spesso influire sulla scelta di un nuovo soggetto da allocare come risorsa sia nel pubblico sia nel privato. Sul versante privato molte aziende hanno investito, e stanno investendo, in questo settore perchè oggi l'utenza richiede informazioni, indicazioni geografiche e servizi avanzati di promozione del territorio. I singoli cittadini hanno sempre più bisogno di servizi su base territoriale, ma necessitano anche di riappropriarsi del territorio, di conoscere la realtà che li circonda, apprezzando beni naturali e culturali che talvolta non sono parte del proprio patrimonio informativo. Gli strumenti GIS hanno potenzialità ancora elevatissime, in particolare nell’ambito della ricostruzione del legame dell’uomo con le proprie origini. La conoscenza dei sistemi GIS possono essere utilmente spese (in special modo per le professionalità tecniche quali ingegnere, architetto, dottore in scienze ambientali…) nelle specializzazioni relative ai vari campi e settori professionali (l’idraulica, la sanitaria, la sismica, i trasporti,…) e comunque sempre dove (come detto più sopra) un aspetto debba essere collegato ad un luogo. Pertanto garantisce una maggiore versatilità della propria preparazione tecnica superiore ed universitaria che, evidentemente, favorisce la collocazione in un posto di lavoro di qualità. |
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Note
- Che si attuava in temi differenti in relazione alla maggiore o minore dinamicità del territorio dove insisteva
- Inteso qui in termini più generali rispetto allo strumento Piano di Governo del Territorio comunale
- Tra le sue caratteristiche strumentali deve avere pertanto quelle di poter “osservare” in modo oggettivo l’evoluzione del territorio lombardo, utilizzando dati esistenti ed individuando quelli dei quali si dovrebbe disporre, suggerendo modalità efficaci per la loro raccolta, strutturazione ed implementazione; deve altresì poter produrre “conoscenza” sulla base dei dati oggettivi, ovvero costruire indicatori rappresentativi di fenomeni complessi; in particolare deve poter descrivere, mediante l’uso di indicatori sintetici o con modalità descrittive tradizionali ed innovative, gli effetti degli strumenti previsti dalla nuova legge sul territorio. Deve poi produrre delle valutazioni degli effetti sul territorio degli strumenti di pianificazione, cioè deve poter comparare la situazione di un certo periodo temporale, con situazioni pregresse, con situazioni analoghe (nazionali, europee ed internazionali) al fine di stabilire la bontà o meno degli strumenti in gioco; deve, altresì, poter costruire confronti tra effetti generati da piani della stessa tipologia, al fine di identificare: la bontà dello strumento in sé ed in relazione al singolo territorio (alla sua tipologia, alle caratteristiche sociali, economiche e fisico-naturalistiche), buone pratiche di applicazione o di risoluzione di problematiche e criticità locali, casistiche di soluzioni tecnico-giuridiche, soprattutto in ordine agli strumenti meno codificabili (quali ad esempio i Programmi Integrati di Intervento)
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