I Sistemi Informativi Territoriali (GIS) nel corso degli ultimi anni sono entrati a far parte della realtà della gestione del territorio rivoluzionando il modo di trattare dati spazialmente referenziati. L’utilizzo dei GIS offre fondamentalmente tre grandi opportunità a coloro i quali effettuano analisi, pianificazione e gestione di attività a carattere territoriale: visualizzare dati territoriali a diverse scale di rappresentazione, gestire informazioni ambientali, utilizzare le potenzialità di rappresentazione dei GIS per coinvolgere i soggetti partecipanti ai processi decisionali, mostrando loro risultati, scenari, alternative.
Un GIS viene, di massima, progettato per rispondere principalmente a tre tipologie di richieste: interrogazione spaziale con risposta alfanumerica (si deve essere in grado di sapere che cosa c’è in un certo luogo), interrogazione alfanumerica con risposta spaziale (il GIS deve saper indicare dove si trova qualcosa), interrogazione spaziale di tipo buffer (è usata per individuare che cosa c’è intorno ad un punto di coordinate scelte dall’utente).
Le informazioni ricavate sono strettamente collegate al database geografico cioè all’insieme di una o più entità geometrica (punto, linea, poligono) e di vari attributi alfanumerici. La scelta delle entità geometriche da impiegare, così come l’individuazione degli attributi ed il corretto settaggio dei parametri di configurazione del database geografico, sono processi estremamente delicati che vanno definiti nella fase di progettazione.
Dalla premessa, si evince che il GIS è un ottimo strumento anche per azioni di archiviazione, elaborazione ed analisi di un’enorme mole di dati legati ad elementi di risorsa storica, architettonica, archeologica ed ambientale di un territorio che se inseriti in un unico sistema, informativo, offrono la possibilità di evidenziare relazioni e criticità estremamente utili per operare e valorizzare da un punto di vista di strategia turistica un territorio.





