ArcGIS Online di Esri si arricchisce di nuovi dati elaborati in Italia
È stata pubblicata su arcgis.com di Esri la mappa dei flussi commerciali di rifiuti plastici nel mondo, in un arco temporale che va dal 2000 al 2009.
Il lavoro è stato svolto da In-TIME, spin-off dell’Università di Roma Tor Vergata, utilizzando ArcGIS Online insieme ai dati che derivano da un’elaborazione di informazioni raccolte dalle Nazioni Unite, realizzata nell’ambito di un’attività di ricerca svolta per il Consorzio nazionale per il riciclaggio dei rifiuti dei beni a base di polietilene (PolieCo).
La movimentazione transfrontaliera dei rifiuti riciclabili è un processo che ha assunto nel corso degli ultimi anni dimensioni di grande rilievo nel panorama internazionale e la cui rapida evoluzione costituisce un importante indicatore per valutare criticità, potenzialità, orientamenti e tendenze a livello economico globale. Le potenzialità di ArcGIS Online consentono una visualizzazione intuitiva delle informazioni, fruibile sia da chi per curiosità o per esigenze divulgative vuole avere uno sguardo rapido e sintetico sui contenuti informativi, sia dagli addetti ai lavori che possono accedere ai dati di interesse in maniera analitica tramite grafici e valori quantitativi.
Nella mappa dei flussi, gli scambi tra macroaree geografiche vengono rappresentati tramite archi di spessore proporzionale alle quantità scambiate, di colore corrispondente all'area geografica di provenienza per i dati sull'export e all'area di destinazione per i dati sull'import. È possibile inoltre visualizzare la mappa dei trend accendendo il layer omonimo, per scoprire in che categoria si colloca ciascuna area geografica... e quindi anche l'Italia!
I flussi di import ed export

Nella mappa i flussi tra macroaree geografiche vengono rappresentati tramite archi di spessore proporzionale alle quantità scambiate, di colore corrispondente all’area geografica di provenienza per i dati sull’export e all’area di destinazione per i dati sull’import. Tramite il timeslider in basso a destra è possibile visualizzare dinamicamente la variazione dei flussi nel tempo. Con un clic su un’area geografica viene visualizzato il grafico degli andamenti temporali.
Risulta immediatamente evidente come l’Asia si sia affermata negli anni più recenti come catalizzatore dei flussi di importazione, con il ruolo principale svolto dalla Cina, che tratta grandissime quantità di rifiuti plastici per poi riesportare prodotti lavorati, ed una rilevante progressione dell’India. Valori importanti di importazioni si registrano per il Nord America, in cui però negli ultimi anni si evidenzia una forte decrescita dei flussi provenienti dall’Asia e dall’Europa.
Per quanto riguarda l’Europa del Sud, tra cui l’Italia, si è passati attraverso una rilevante riduzione delle importazioni negli anni più recenti e un aumento delle esportazioni in quantità importanti verso l’Asia. In generale, in Europa è possibile rilevare un florido mercato interno, con quantità sensibilmente crescenti per i paesi del Nord e dell’Est (ovvero i paesi storicamente attivi in questo settore stanno perdendo di peso a favore di paesi tradizionalmente più marginali o addirittura emergenti) e successiva esportazione verso l’Est asiatico.
I trend
E’ stata inoltre realizzata un’analisi dei dati comparando in maniera combinata le evoluzioni temporali delle quantità importate ed esportate, arrivando a caratterizzare ciascuna area geografica secondo 4 macro-categorie:
- Paesi Riciclatori (Mainly Import): manifestano una tendenza alla crescita dei flussi di importazione e un rallentamento dei flussi di esportazione, operando quindi per assicurarsi una disponibilità di materiali da utilizzare al proprio interno; nell’ipotesi che tale utilizzazione sia prevalentemente finalizzata alla produzione di beni, potremmo identificare questo caso quindi come una “tendenza al riciclo”;
- Paesi Rinunciatari (Mainly Export): manifestano una decrescita dei flussi di importazione e una crescita dei flussi di esportazione; questo comportamento denota, evidentemente, una tendenza a far diminuire la disponibilità di materiali riciclabili e potrebbe quindi essere interpretato come una “rinuncia” a sviluppare il settore del riciclo;
- Paesi Intermediari (Import/Export): manifestano una crescita tanto nei flussi di importazione che di esportazione dei rifiuti; ammettendo di non voler risolvere questo caso con un semplice giudizio di irrazionalità economica, una possibile interpretazione di tale comportamento potrebbe essere di pura “intermediazione” dei flussi; in altre parole la Regione od il Paese che manifestasse un tale andamento opererebbe nella acquisizione di rifiuti plastici principalmente per ricollocarli in aree diverse da quelle di provenienza, e ciò è tanto più plausibile quando l’ordine dimensionale dei flussi in entrata risulta comparabile con quello dei flussi in uscita (è evidente che l’ipotesi necessita di verifiche puntuali ma è certamente non improbabile nel suo contenuto);
- Paesi Indifferenti (Uninvolved): tanto i flussi in ingresso che quelli in uscita decrescono e nella prospettiva di mercato globale questo comportamento può essere valutato in termini di “indifferenza” a tale mercato, concentrato sulla gestione delle disponibilità di materiali autoprodotti.
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