Raccontare con le mappe di Maria Cristina Guarini

La Mappatura delle epidemie: da SARS, Zika ed Ebola alla pandemia di COVID-19

I governi e le organizzazioni sanitarie utilizzano il GIS e le mappe per rallentare la diffusione di virus, come SARS, Zika, Ebola e ora COVID-19.

Partiamo da alcuni dati fondamentali:

  • il monitoraggio delle malattie aiuta gli scienziati a determinare la causa e il comportamento del virus;
  • le mappe delle aree colpite aiutano a informare i residenti e rafforzano la necessità di cautela;
  • l’analisi spaziale aiuta a individuare le popolazioni vulnerabili e a intraprendere le giuste decisioni.

 Gran parte del mondo ora è focalizzato sull'arresto della diffusione della nuova malattia del coronavirus (COVID-19): le mappe in tempo reale stanno offrendo una nuova consapevolezza globale di come il virus si stia diffondendo.

Come per le epidemie del passato, le autorità e i soccorritori guardano alle mappe per i dettagli aggiornati su casi confermati, popolazioni a più alto rischio, spostamenti e pendolarismo per mettere in campo sia le risorse sanitarie disponibili o necessarie sia le strategie di ripresa in sicurezza.

La sorveglianza delle malattie è ora un'attività incentrata sulla mappa, attraverso la tecnologia GIS (Geographic Information System) utilizzata per raccogliere, analizzare e condividere i dati chiave. Negli ultimi 20 anni, le principali organizzazioni sanitarie, tra cui l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e i Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie (CDC), hanno costantemente fatto affidamento sulla mappatura e l'analisi spaziale per gestire le epidemie.

 

Nel 2000, ad esempio, il CDC ha creato una applicazione Web ArboNET in risposta al virus diffusosi lungo il Nilo occidentale. Questo strumento convoglia i dati provenienti da fonti locali e regionali per una visione nazionale dei casi umani e dei vettori di animali o insetti che diffondono la malattia. Da allora, le mappe si sono rivelate fondamentali per tenersi al passo con le malattie zoonotiche in costante mutamento, che fanno il salto dagli animali all'uomo.

 

 

Informare in tempo reale e temporale attraverso le mappe e i dati, è diventata una esigenza fondamentale per tenere al corrente la comunità. Le mappe sono intuitive e possono essere comprese da chiunque e per questo motivo sono il mezzo scelto dai media per raccontare questo periodo, anche attraverso la “Geografia”. È il caso di Repubblica.it che ha realizzato una web app che rappresenta in tempo reale e temporale la diffusione del virus.

 

 

La mappa interattiva, realizzata da Esri italia e Repubblica, utilizza i dati raccolti dalla Johns Hopkins University di Baltimora e si basa su cifre registrate da varie fonti, tra cui OMS (Organizzazione mondiale della sanità), US CDC (Centro per la prevenzione e il controllo delle malattie degli Stati Uniti), ECDC (Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie) China CDC (Centro per il controllo e la prevenzione delle malattie della Cina), NHC (Commissione nazionale per la salute della Repubblica popolare cinese) e DXY (comunità on line di operatori sanitari cinesi che aggrega i rapporti sulla situazione di NHC e CCDC locali in tempo quasi reale). In particolare offre la possibilità di monitorare lo sviluppo giornaliero dei casi, luogo per luogo.

I sistemi di localizzazione delle malattie hanno continuato a evolversi parallelamente alle funzionalità Web, alle piattaforme online e alle applicazioni mobili. I progressi nelle tecnologie di localizzazione, incluso il GIS, hanno contribuito a facilitare e migliorare la risposta.

 

Il Monitoraggio della SARS 

Durante l'epidemia respiratoria acuta grave (SARS), che si è diffusa in Cina nel 2002 e nel 2003,  gli esperti GIS locali hanno aiutato i dipartimenti sanitari a rintracciare la malattia. La SARS, una malattia respiratoria contagiosa e talvolta fatale, causata sempre da un tipo di coronavirus,  in quegli anni è diventata rapidamente una minaccia globale.

In risposta, l'OMS ha pubblicato aggiornamenti quotidiani sulla mappa della malattie su un sito web dedicato alla SARS. Sebbene le mappe non fossero interattive, erano aggiornate, basandosi sugli ultimi dati comunicati dalle autorità locali.

A Hong Kong un team cartografico focalizzato sulla SARS ha utilizzato quotidianamente gli aggiornamenti del dipartimento della salute, geocodificando, sulle strade di Hong Kong, i casi confermati. Ciò ha permesso di costruire un vero e proprio database, trasformando qulle che erano state tabelle di nomi di edifici e statistiche in dati che potevano essere presentati, analizzati e compresi in modo intuitivo.

La mappa presentava informazioni su casi di SARS sospetti, effettivi e recuperati. I residenti e i visitatori di Hong Kong potevano facilmente controllare il sito Web per vedere quali edifici nei loro quartieri avevano o erano sospettati di avere residenti infettati dalla malattia e quali strutture erano state bonificate. Ciò ha contribuito ad alleviare la paura e la preoccupazione a causa della mancanza di informazioni che avevano interrotto la vita nei primi giorni dell'epidemia.

 

La dashboard SARS statica del 2003 include alcune funzionalità che sono incluse nelle attuali app di segnalazione delle malattie in tempo reale.

 

Durante la risposta alla SARS, i team dell'OMS hanno fatto affidamento sul GIS per analizzare le tendenze spaziali e le interrelazioni che altrimenti sarebbero state difficili da scoprire. Il sistema si è radicato nei flussi di lavoro quotidiani dell'OMS, per fornire informazioni per la ricerca e la pratica e le decisioni sulla salute dell’intera comunità.                        

 

Capire l'Ebola

Durante la crisi dell'Ebola dal 2013 al 2016, le agenzie sanitarie e governative hanno utilizzato il GIS per comprendere il virus, determinarne le cause e l'origine e tracciarne gli spostamenti. Diffusa attraverso il contatto con fluidi corporei come il sangue, l'Ebola provoca gravi emorragie e insufficienza agli organi ed è spesso fatale. Per aiutare a combattere l'epidemia, l'OMS ha pubblicato mappe live di casi confermati nell'Africa subsahariana .

I funzionari possono, ad esempio, utilizzare una mappa per studiare capire gli spostamenti di una persona contagiata e per determinare dove altri potrebbero essere stati esposti. Le agenzie hanno anche utilizzato la tecnologia GIS per localizzare i centri di trattamento di emergenza Ebola, gestire la capacità dei posti letto e capire come una persona malata possa accedere in modo efficiente alle cure. Questo focolaio mortale è stato dichiarato un'emergenza sanitaria pubblica internazionale, che ha scatenato una risposta più coordinata e promosso una migliore raccolta di dati sul campo, grazie alle app mobile.

Le agenzie sanitarie hanno usato il GIS per comunicare e coordinarsi con i centri religiosi locali per sepolture sicure e dignitose e per tenere traccia della posizione delle squadre che istruivano le persone sulle sepolture. Una visione basata sulla cartografia ha aiutato le autorità a considerare l'impatto di grandi eventi e i potenziali benefici delle misure di allontanamento sociale. Ora, le Story Map  aiutano a spiegare le origini della malattia e la durata della vita, documentando gli sforzi che hanno fermato la diffusione.

Predire Zika

Nel 2015, in Brasile sono scoppiati casi del virus Zika e in molti altri Paesi il virus si è rapidamente diffuso fino a raggiungere livelli epidemici. Zika, un virus trasmesso dalle zanzare, era particolarmente preoccupante per le donne in gravidanza perché, se infetto, il virus poteva causare gravi danni cerebrali ai feti a causa della microcefalia.

In risposta all’emergenza, la National Aeronautics and Space Administration (NASA) ha utilizzato il GIS per prevedere i rischi, modellando le condizioni che creano habitat adeguati per la zanzara portatrice di virus, come temperatura, acqua, densità della copertura arborea, elevazione, precipitazione e cambiamenti stagionali. Ciò ha aiutato i dipartimenti di sanità pubblica a essere tempestivi nella gestione dei vettori di zanzare, sulla base di una proiezione globale migliorata di dove le zanzare Aedis prosperano per agire con decisione e arrestare la diffusione del virus.

L'OMS e il CDC hanno utilizzato il GIS per analizzare i dati sull'habitat delle zanzare e sui dati demografici per prevedere i probabili focolai di Zika e quindi individuare le popolazioni vulnerabili alle infezioni. Queste mappe predittive hanno aiutato i dipartimenti di sanità pubblica a indirizzare le risorse per la  sensibilizzazione e per prendere decisioni.

Questa Story Map, realizzata da Esri Italia in collaborazione con Repubblica, racconta la diffusione del virus nel mondo e la sua trasmissione.  

 

 

Il GIS per la prevenzione e la risposta alle malattie

La maggior parte dei Ministeri della salute di tutto il mondo utilizzano le mappe GIS per analizzare tendenze e relazioni sulla salute che altrimenti sarebbero difficili da scoprire. Questi sforzi si basano e si integrano con il lavoro svolto dal CDC e dall'OMS.

Per decenni, le agenzie di sanità pubblica hanno anche utilizzato il GIS per gestire campagne di immunizzazione. Si creano mappe per valutare le esigenze di vaccinazione, pianificare gli interventi e valutare i risultati. Il personale dei servizi sanitari può interrogare il sistema sui tassi di vaccinazione in una determinata area o prendere in considerazione altre importanti domande, per capire dove concentrare gli sforzi futuri, dove sono le aree in cui c’è bisogno e disponibilità di vaccini, valutare se le loro reti di consegna delle vaccinazioni siano sufficienti. Questo tipo di query viene creata utilizzando una serie di parametri chiave, chiamati indicatori di prestazione che, quando mappati, forniscono ai gestori i mezzi per monitorare le esigenze non soddisfatte e vedere i progressi dei programmi di vaccinazione.

La sofisticazione delle mappe sanitarie per tracciare le malattie è notevolmente migliorata rispetto alle semplici mappe statiche online del passato. L’ormai nota dashboard del Dipartimento della Protezione Civile, realizzata in collaborazione con Esri Italia, fornisce una risposta di quanto la tecnologia GIS sia importante, perché questo strumento interattivo fornisce visualizzazioni di casi per data e frequenza, mappa il numero di casi sia su scala nazionale sia regionale e mostra statistiche di casi confermati e numero di decessi giorno per giorno.

 

 

COVID-19 continua a testare la nostra capacità collettiva di rispondere all’emergenza, in tutto il mondo. Visualizzando la diffusione su una mappa è emersa rapidamente la necessità del distanziamento sociale. Forse il più grande contributo che il GIS offre a questo sforzo è quello di mettere a disposizione le informazioni sulla pandemia, un tempo limitate a ricercatori e professionisti della salute pubblica, nelle mani dei soccorritori locali che ora hanno gli strumenti per dare un senso a questi dati e informare l’opinione pubblica.

Per ulteriori approfondimenti consulta l’hub GIS COVID-19  per le risorse di location intelligence. La  pagina delle soluzioni di risposta al Coronavirus fornisce una raccolta di mappe e app che possono essere utilizzate dalle agenzie di sanità pubblica per comprendere l'impatto e condividere le informazioni sulla pandemia con le loro comunità. Le autorità e le organizzazioni locali che hanno bisogno di aiuto per elaborare le loro risposte possono contattare Esri Italia e aderire al Disaster Response Program.


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