Esri Stories di Michele Ieradi

Il GIS come strumento di supporto per la gestione delle emergenze sanitarie

Il consumo di oppiacei, sia illegali sia tramite assunzione di farmaci medicalmente prescritti, ha dato luogo a una vera e propria “opioid epidemic” che ha contribuito alla morte di oltre 70mila persone negli Usa nel 2018.

Nel 2017, secondo la CNN; ci sono stati più di 70.200 decessi per overdose negli Stati Uniti e 47.600 di questi decessi per overdose hanno coinvolto gli oppiacei, inoltre tra il 2016 e il 2017 più di 130 persone al giorno sono morte per overdose.

Per trovare una soluzione a questo problema l’organizzazione americana no profit Direct Relief ha collaborato con la Pfizer, una delle principali società biofarmaceutiche al mondo, lavorando all’obiettivo comune di permettere ai centri sanitari locali di aumentare la loro capacità di rispondere alle emergenze.

La missione di Direct Relief, dal 1948, è migliorare le condizioni di salute e la vita delle persone in situazioni di emergenza o povertà, fornendo le risorse mediche essenziali necessarie. I suoi programmi di assistenza sono realizzati in base alle specifiche circostanze e necessità di coloro che subiscono gli effetti di disastri naturali o provocati dall'uomo.

In relazione al crescente numero di decessi causati da overdose da oppiacei, Direct Relief e Pfizer hanno cercato di supportare al meglio i centri sanitari di riferimento. Gli analisti della no profit hanno notato che la distribuzione del naloxone, prodotto che spesso viene usato in caso di sovradosaggio, era disomogenea presso i centri sanitari locali.

La collaborazione con la Pfizer ha permesso a Direct Relief di distribuire strategicamente un milione di dosi ai centri sanitari delle comunità affette da oppioidi negli Stati Uniti, grazie anche al supporto tecnologico offerto da "ArcGIS Community Analyst" di Esri.

 

 

La soluzione

Per comprendere il fenomeno sopra descritto i data scientist di Direct Relief hanno analizzato i dati demografici e socioeconomici degli Stati Uniti, utilizzando "ArcGIS Community Analyst" di Esri. Lo strumento ha permesso agli operatori di generare rapidamente i profili demografici e socioeconomici delle comunità collegate ad alti livelli di prescrizione di oppiacei, di overdose e conseguente decesso.

 

 

I profili realizzati hanno permesso di individuare le aree di rischio nelle quali diversi fattori correlati tra loro hanno contribuito e possono ancora contribuire all'abuso di oppiacei (basso reddito, bassi livelli di scolarizzazione, ecc.).

Per ogni area di rischio selezionata sono stati individuati i relativi centri sanitari e questi sono stati correlati con le informazioni demografiche dell’area, per calcolare l’indice di accessibilità per ciascuna zona. La mappa della accessibilità ha permesso di identificare quali centri sanitari fossero la scelta migliore per rispondere alle eventuali emergenze. Poi gli operatori hanno utilizzato ArcGIS Pro di Esri per eseguire analisi approfondite mirate a definire un indice di priorità che consentisse di identificare all’interno dei diversi candidati un criterio di scelta per la fornitura dei farmaci per l’intervento.

Contemporaneamente Direct Relief ha lanciato una campagna di informazione basata sulle Story Map di Esri, per interagire con i cittadini e tutte le associazioni interessate al fenomeno. L’organizzazione è riuscita ad indentificare quelle storie che in maniera più emozionale possibile permettessero la reale comprensione del problema della dipendenza da oppiacei e come i personaggi delle storie fossero riusciti a uscirne. Lo storytelling descrive attraverso le mappe interattive anche il contesto socioeconomico e territoriale nel quale si sviluppa il fenomeno, quali sono le associazioni per l’ascolto, quali i gruppi di sostegno e infine come le cliniche usano il naloxone per salvare innumerevoli vite.

Andrew Schroeder, Director of Research and Analysis di Direct Relief, ha dichiarato: “Proprio all'inizio del progetto, due persone nella contea di Alameda hanno avuto una emergenza da overdose di oppioidi e i farmaci resi disponibili al centro sanitario locale hanno salvato loro la vita. Questo fatto ha avuto un grande impatto sul progetto e su di noi. Infatti Direct Relief aiuta a salvare vite su larga scala in tutto il mondo, ma difficilmente il nostro lavoro ci permette di sapere esattamente chi abbiamo salvato". 


 

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