Costruire un sistema nervoso geospaziale per il mondo
L'articolo di Jack Dangermond su Forbes
Forbes, la rivista americana che si occupa di economia, ha pubblicato un articolo di Jack dangermond, fondatore di Esri Inc., dal titolo "Building A Geospatial Nervous System For The World" (costruire un sistema nervoso geospaziale per il mondo).
Una rivoluzione silenziosa sta trasformando il modo in cui le organizzazioni comprendono il rischio, gestiscono le operazioni e si preparano al futuro. Secondo il fondatore di Esri, questa trasformazione ha al centro la geografia e la capacità di connettere i dati attraverso la posizione.
Dopo oltre cinquant’anni di lavoro nel campo dei Sistemi Informativi Geografici (GIS), Dangermond ha osservato l’evoluzione di queste tecnologie da strumenti di mappatura altamente specializzati a piattaforme aziendali strategiche. Oggi i GIS permettono ad aziende, città e governi di integrare grandi quantità di dati eterogenei, visualizzare sistemi complessi e prendere decisioni più consapevoli. Questa capacità emerge in un momento storico segnato da pressioni ambientali ed economiche senza precedenti.
La sfida, sottolinea Dangermond, non è la scarsità di dati quanto, piuttosto, la limitata capacità di comprenderne la complessità e la difficoltà di collaborare in modo efficace tra istituzioni e settori diversi. La domanda non è più se sia possibile collegare i dati a livello globale ma se esista la volontà collettiva di agire sulla base di queste informazioni.
Perché la geografia è importante per il business
Come ci spiega Dangermond, La geografia è la scienza che integra il mondo. La posizione rappresenta il denominatore comune che consente di allineare e analizzare insieme dati provenienti da sistemi differenti.
Quando le zone alluvionali vengono sovrapposte ai lotti immobiliari, i rischi diventano immediatamente visibili. Quando i dati demografici vengono combinati con le posizioni dei clienti e della concorrenza, emergono nuove opportunità di mercato. Collegando la salute del suolo, i dati sulle colture e i modelli meteorologici, le potenzialità agricole risultano più chiare e misurabili.
In tutti i settori, i leader stanno scoprendo che la conoscenza geospaziale rivela ciò che i dati isolati non riescono a mostrare. In un contesto caratterizzato da sfide interconnesse – dalla fragilità delle supply chain ai rischi climatici, fino alla scarsità delle risorse – questa capacità di visione integrata è diventata essenziale per il business.
L’emergere dei gemelli digitali viventi
Molte organizzazioni stanno già costruendo gemelli digitali: rappresentazioni digitali dettagliate di asset, infrastrutture o impianti. Tuttavia, nella maggior parte dei casi questi modelli restano statici, limitati a una fotografia del presente.
Dangermond osserva l’emergere di una nuova generazione di gemelli digitali “viventi”, connessi ai sistemi GIS e costantemente aggiornati attraverso sensori, dati amministrativi, osservazioni sul campo e flussi informativi dei partner.
Le città che integrano dati sugli edifici, modelli di traffico e sensori ambientali possono simulare scenari futuri e rispondere con maggiore efficacia ai cambiamenti. Allo stesso modo, le aziende che collegano droni, sensori sugli asset, informazioni sulla supply chain e transazioni dei clienti ottengono una visibilità operativa in tempo reale, abilitando decisioni più rapide e strategiche.
Su scala globale, questi sistemi stanno evolvendo verso una rete distribuita, paragonabile a un vero e proprio sistema nervoso planetario. I dati restano gestiti a livello locale ma diventano accessibili e utilizzabili ovunque quando necessario. L’architettura di base, evidenzia il fondatore di Esri, è già presente grazie alle infrastrutture di mappatura nazionali e alle piattaforme geospaziali globali.
La barriera più grande è culturale, non tecnica
Dal punto di vista tecnologico, le soluzioni sono mature. Tuttavia, molte organizzazioni esitano ancora a condividere i dati, spesso per ragioni legittime legate a privacy, sicurezza, concorrenza o a modelli organizzativi superati.
Secondo Dangermond, senza fiducia e collaborazione questo sistema nervoso geospaziale non può funzionare. La condivisione sicura dei dati e una governance chiara sono elementi fondamentali. Condividere, sottolinea, non significa perdere il controllo ma, al contrario, partecipare a un ecosistema in cui il valore generato è superiore per tutti gli attori coinvolti.
Un vantaggio competitivo per le aziende
Per i dirigenti d’impresa, un’infrastruttura geografica connessa offre soprattutto un beneficio chiave: la chiarezza.
Dangermond invita a immaginare un produttore che deve rispondere a un problema improvviso nella supply chain. Invece di consultare sistemi separati per localizzare i fornitori, verificare i livelli di inventario, analizzare i percorsi logistici e monitorare le operazioni degli stabilimenti, tutte queste informazioni sono disponibili in un’unica schermata integrata e aggiornata in tempo reale. Le vulnerabilità emergono immediatamente, così come le alternative. I percorsi di consegna si adattano in modo dinamico.
Questo scenario, osserva, non è teorico. È già realtà in alcune aziende leader a livello globale, dove la portata e la velocità delle informazioni geografiche continuano ad aumentare man mano che nuovi dati vengono connessi.
La strada da seguire
Costruire un sistema nervoso geospaziale globale richiede un impegno costante: politiche adeguate, standard condivisi, modelli di governance chiari e investimenti di lungo periodo. L’intelligenza artificiale avrà un ruolo cruciale nell’amplificare le capacità umane, individuando pattern e anticipando i rischi, ma non sostituirà il contributo di professionisti qualificati.
Il progresso, secondo Dangermond, deriverà dalla collaborazione: i governi continueranno a investire nelle infrastrutture spaziali, le aziende adotteranno standard aperti e le organizzazioni impareranno a condividere i dati in modo sicuro e regolamentato. Non si tratta del lavoro di un singolo attore, quanto semmai di uno sforzo collettivo.
Le organizzazioni che adottano questo approccio non ottengono solo maggiore efficienza operativa: guadagnano resilienza, sostenibilità e una comprensione più profonda dei sistemi complessi che plasmano il loro futuro.
Perché agire ora
Il mondo è complesso e lo sta diventando sempre di più. Le infrastrutture geospaziali, conclude Dangermond, non eliminano questa complessità ma la rendono comprensibile.
La competitività economica, la crescita sostenibile e la resilienza delle comunità dipendono dalla capacità di comprendere i sistemi nel loro insieme. La geografia fornisce questa chiave di lettura.
La tecnologia è disponibile. Gli standard stanno emergendo. La necessità è urgente. La vera domanda è se saremo in grado di costruire insieme questo sistema globale e connesso.
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