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GIS4Peace: quando le tecnologie geospaziali diventano strumenti di pace e cooperazione
La tecnologia geospaziale può contribuire a costruire un mondo più consapevole, sicuro e inclusivo. È questa la prospettiva al centro di GIS4Peace – La pace. Uno spazio possibile, l'evento organizzato da FIWARE Innova I-Hub in collaborazione con TeamDev Ecosystem, Gold Partner Esri, che si terrà martedì 1° dicembre 2026 presso la Sala della Conciliazione del Palazzo dei Priori, ad Assisi.
L'iniziativa nasce con un obiettivo ambizioso: mettere in relazione il mondo delle tecnologie geografiche con quello delle organizzazioni impegnate nella cooperazione internazionale, nella difesa dei diritti umani e nella costruzione della pace. Un'occasione di confronto per esplorare come i dati geografici, le immagini satellitari e gli strumenti di analisi territoriale possano andare oltre le applicazioni tradizionali del GIS, diventando risorse fondamentali per comprendere i conflitti, documentare le violazioni, proteggere le popolazioni e orientare gli interventi umanitari.
Il GIS al servizio della pace
Le tecnologie geospaziali offrono nuove possibilità per interpretare fenomeni complessi e intervenire in contesti caratterizzati da instabilità, emergenze e vulnerabilità. Attraverso l'integrazione di dati territoriali, osservazione satellitare e analisi geografiche, è possibile ricostruire le trasformazioni dei territori, individuare le aree maggiormente esposte ai rischi e produrre informazioni affidabili a supporto delle decisioni.
GIS4Peace intende mettere in evidenza proprio questa dimensione, articolando il confronto intorno a tre ambiti principali: documentare le violazioni e contribuire alla costruzione della giustizia; proteggere le persone e i territori attraverso la prevenzione delle crisi; raggiungere le comunità più vulnerabili, spesso assenti dalle cartografie ufficiali e quindi difficilmente intercettabili dagli interventi di soccorso.
La scelta di Assisi come sede dell'evento assume inoltre un particolare significato simbolico, in occasione dell'ottavo centenario della morte di San Francesco. Un luogo che richiama universalmente i valori della pace, del dialogo e della fraternità e che diventa il contesto ideale per promuovere un confronto tra competenze tecnologiche, istituzioni e organizzazioni internazionali.
La partecipazione di Esri Italia
Esri Italia sarà presente all'iniziativa con il proprio CTO Michele Ieradi e il Partnership Manager Massimiliano Mazzer, a testimonianza dell'impegno dell'azienda nel promuovere la cultura geografica e il valore delle tecnologie GIS anche in ambiti di rilevanza sociale e umanitaria.
La partecipazione si inserisce in una visione più ampia del ruolo dei Geographic Information Systems: non soltanto strumenti per raccogliere, organizzare e analizzare informazioni territoriali, ma piattaforme di conoscenza e collaborazione capaci di mettere in relazione dati, persone e organizzazioni. La disponibilità di informazioni geografiche accurate e aggiornate rappresenta infatti un elemento essenziale per comprendere le dinamiche che interessano i territori, valutare le conseguenze delle emergenze e supportare interventi più efficaci e consapevoli.
Il programma prevede anche la partecipazione di Jack Dangermond, fondatore e presidente di Esri, tra gli ospiti dei saluti istituzionali, e di Olivier Cottray, Director of Humanitarian Solutions di Esri, che terrà il keynote di apertura dal titolo Mappare il terreno comune. Il suo intervento approfondirà i due contributi fondamentali del GIS alla costruzione della pace: la capacità di trasformare i dati in evidenze condivise e quella di favorire il dialogo tra soggetti e organizzazioni differenti.
Un confronto internazionale tra tecnologia e impegno umanitario
Il programma della mattinata riunirà rappresentanti di importanti istituzioni e organizzazioni internazionali, tra cui Amnesty International Italia, UNODC, UNICEF, FAO, il Joint Research Centre della Commissione Europea e Medici Senza Frontiere.
Le testimonianze porteranno all'attenzione esperienze concrete di utilizzo delle tecnologie geospaziali: dalla documentazione delle violazioni dei diritti umani all'analisi dei rischi ambientali e sociali, dal monitoraggio delle conseguenze dei conflitti alla pianificazione degli interventi umanitari e sanitari.
Accanto agli approfondimenti e alle testimonianze, il pomeriggio sarà dedicato alla dimensione operativa, con un workshop tecnico GIS e un mapathon realizzato in collaborazione con Map For Future. Due attività pensate per coinvolgere direttamente i partecipanti nell'utilizzo degli strumenti cartografici e nella produzione di informazioni geografiche a supporto di iniziative di solidarietà e cooperazione.
La geografia come linguaggio universale
GIS4Peace rappresenta un'importante occasione per riflettere sul contributo che l'innovazione tecnologica può offrire alle grandi sfide della società contemporanea. In un contesto internazionale caratterizzato da conflitti, emergenze umanitarie e crescenti fragilità territoriali, la capacità di conoscere e interpretare lo spazio geografico assume un valore che va oltre la dimensione tecnica.
Promuovere la condivisione delle informazioni, rendere visibili le condizioni delle comunità più vulnerabili e mettere a disposizione strumenti per decisioni consapevoli significa contribuire alla costruzione di un futuro più equo e sostenibile.
È in questa prospettiva che il GIS può diventare un linguaggio universale: uno strumento capace di favorire la collaborazione tra istituzioni, organizzazioni e comunità, trasformando la conoscenza geografica in un'opportunità concreta di dialogo e cooperazione.
GIS4Peace – La pace. Uno spazio possibile si terrà il 1° dicembre 2026 ad Assisi. La partecipazione è gratuita, previa registrazione. La sessione mattutina sarà disponibile anche in diretta streaming per gli iscritti.
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