Il mio ricordo di Bruno, non può prescindere dalla storia professionale

Era il lontano 1981 quando da casa mi dissero che mi era stato recapitato un telegramma. Un telegramma? Non era cosa da tutti i giorni ricevere un telegramma. Per cui una volta rientrato, con curiosità mista a un minimo di preoccupazione, l’ho aperto. Il mittente era un’azienda di nome Telespazio che mi invitava a presentarmi per la selezione di due analisti-programmatori. All’inizio ho pensato che si trattasse di una TV privata perché era il periodo in cui stavano emergendo. Non potevo immaginare che accettando quell’invito sarei entrato in un mondo fino a quel momento a me sconosciuto. Scoprii subito che erano arrivati a me attraverso l’Istituto Tecnico Industriale (ITIS) in cui mi sono diplomato. Alla selezione parteciparono circa un centinaio di “Perito Industriale Capotecnico specializzazione Informatica”, provenienti dai pochissimi, tre o quattro, istituti che a Roma avevano introdotto l’Informatica come specializzazione. Durante la selezione, una prova scritta e una orale, ci venne illustrato che Telespazio non era una TV privata ma un’azienda di telecomunicazioni di proprietà RAI, SIP (l’attuale TIM) e Italcable, che per loro conto gestiva gli impianti dei servizi di Telecomunicazioni Intercontinentali, situati nella piana del Fucino e a Colico, una località a nord del lago Como. 

Tutto ciò per introdurre che dopo aver superato quella selezione, il 15 marzo 1982, fui portato a conoscere il Direttore del settore, l’Ingegner Ratti. In quel momento mi sentii Fantozzi davanti al Megacapogalattico. L’impressione iniziale fu di una persona cordiale e un po’ timida, solo successivamente ho scoperto la sua visione e un incredibile, inaspettato, senso dell’umorismo. Lungi da me il pensare che proprio con Lui avrei trascorso circa 40 anni sotto lo stesso tetto.

Mi piace ricordare la grande soddisfazione con cui dopo qualche mese dall’assunzione mi incaricarono di predisporre presso la stazione del Fucino - fu una settimana di lavoro giorno e notte – il sistema e i contenuti con i quali l’Ingegnere fece una lezione di telerilevamento a Papa Giovanni Paolo II, mostrandogli le immagini di alcune città della Polonia.

 

L’Ing. Ratti mostra a Papa Giovanni Paolo II le immagini Landsat di alcune città della Polonia 

 

In quest’altra fotografia eccoci con l’Ing. Benigni, uno dei fondatori di Telespazio, e il collega Alessandro Arledler alla premiazione del torneo aziendale di calcio vinto della nostra direzione.

 L’Ing. Ratti, l’Ing. Benigni, Alessandro Arledler e Claudio Carboni

 

Invitato dall’Ing. Ratti, nel 1983 un giovane Jack Dangermond, il presidente di Esri, venne in Telespazio per presentare ARC/INFO, la tecnologia GIS realizzata dalla sua azienda. Ad assistere a quella presentazione con diapositive e videoproiettore eravamo in tre. La percezione della dimensione dell’innovazione fu immediata: osservazione della Terra dall’alto e maggiori dettagli da poter cogliere grazie alle potenzialità del Sistema Informativo Geografico (GIS). 

Intuizione che ha permesso all’Ing. Ratti di mostrare la sua grande capacità di persuasione, convincendo il management di una grande azienda come Telespazio a investire su quell’innovazione, fino a triplicare in pochissimo tempo la struttura esistente.

 

 L’Ing. Bruno Ratti con la sua ciurma in visita alla Stazione Telespazio del Fucino.

 

Con la nascita di Esri Italia il nostro percorso insieme sembrava stesse per interrompersi, perché sarei dovuto rimanere in Telespazio a occuparmi di telerilevamento. Chissà quale congettura astrale ha voluto che dovessimo continuare sulla stessa strada. Scegliere di lasciare una grande azienda per andare in una startup fu una decisione difficile ma alla fine ha vinto la passione per ciò che stavo facendo.

Mi sono reso conto che eravamo destinati a contribuire alla realizzazione del suo sogno, perseguendo una passione di chi non vuole passare alla storia, ma alla Geografia!

Mi piace ricordare i nomi di quella squadra, capeggiata dal geniale Sandro Gizzi, voluto dall’Ing. Ratti alla guida del gruppo, che ha dato un contributo fondamentale all’affermazione del GIS in Italia. Gli altri erano Erminia Arenella, Giovanni Biallo, Claudio Carboni, Stefano Carboni, Massimiliano Cuccaro, Ruggero Faggioni, Anna Rita Gentile, Flaminia Leggeri, Giuseppe Manelli, Nicola Margutti, Marino Marinozzi, Danilo Niccolini, Betty Paperetti, Carlo Soravito e Pina Ticca.

Una Sporca Dozzina che ha permesso a Sandro Gizzi di mostrare, oltre al genio, le sue capacità di trainare e trasmettere il suo entusiasmo a tutto un team altamente motivato dalla passione per la “The Science of Where”, lo slogan che, anche se attuale, ha da sempre rappresentato l'essenza di Esri.

Mi piace immaginare che ora l’Ing. Ratti stia facendo di nuovo progetti con Sandro Gizzi e Ruggero Faggioni.

Con il passare del tempo il gruppo iniziale si è ampliato accogliendo molti altri validi colleghi che hanno contribuito a far crescere ancor di più l’azienda Esri Italia.

Non posso negare che, come in tutte le convivenze che si rispettino, il mio rapporto con Bruno non è sempre stato facile. Più volte il mio approccio pratico si è confrontato con il suo, più visionario e, molte delle volte, recatomi nel suo ufficio per risolvere un problema ne sono uscito con due!

E quante volte mi ha chiamato per avere un parere su una sua idea, di fronte alle mie perplessità, ha tentato in mille modi di convincermi? Un confronto che ha contribuito molto alla mia crescita professionale.

Ecco una delle nostre ultime esperienze insieme: con l’entusiasmo di sempre, si accingeva a partire per andare in Vaticano a convincere il Papa che con l’uso della “The Science Of Where” poteva offrire un servizio migliore alla propria comunità.

 

L’ing. Bruno Ratti con Molly Burhans in procinto di andare in Vaticano

 

Mesi fa, ancora convalescente per l’intervento subito, mi ha chiamato per avviare un’iniziativa per dar aiuto ai più bisognosi. Realizzare un sistema per ridistribuire il cibo in esubero degli esercizi di ristorazione, per il quale aveva scelto il nome AGAPE (Applicazione Geografica per Alimenti alla Povertà Estrema).

 

 

Screenshot di una delle componenti di AGAPE

 

 

Una bella avventura!

Ciao Bruno

Claudio Carboni


 

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