L’Ing. Ratti e la riscoperta di una geografia nuova e digitale

Era il 1985 quando sotto la guida di Paolo Mogorovich installai Arc/Info 3.0 sul mainframe IBM del CNUCE CNR a Pisa. Alcuni mesi prima, infatti, Bruno Ratti aveva portato in Italia il software di Jack Dangermond da Redlands (CA). Con lui c’era Sandro Gizzi quale referente tecnico.

Nasceva quindi in Italia quel movimento di idee e di cultura, quella riscoperta della geografia, seppur nuova e digitale, che avrebbero segnato i decenni successivi fino ad oggi.

Generazioni di giovani informatici, geologi, geografi, ecc., avrebbero costruito il proprio futuro sulla nuova tecnologia che, come un vento nuovo, pervadeva ogni ambito scientifico innovando e creando speranza; speranza in una più attenta e profonda valutazione delle attività umane che si svolgevano su territori, campi, città e fabbriche, in una nuova giustizia sociale e umana, rispettosa delle popolazioni e della Terra.

Io fortunatamente ero uno di quei giovani di allora e su queste idee ho costruito la mia vita lavorativa, che inevitabilmente si è intrecciata con Bruno e le sue persone.

Il mio ricordo di lui è quindi profondo e intimo perché di fatto sto parlando di me stesso.

Carlo Magnarapa


 

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