Bruno Ratti figura di primo piano delle scienze geografiche

 

Con Bruno Ratti scompare una figura di primo piano per le scienze geografiche, un uomo di cui avevamo riconosciuto il ruolo di moderno “pioniere” dello spazio geografico nominandolo Socio d’Onore della Società Geografica Italiana.

Era un professionista del settore ed un imprenditore di singolari qualità, la più evidente delle quali era senza dubbio l’entusiasmo che però mai si sganciava dalla concretezza nell’azione. Per questo forse il suo ruolo di imprenditore ha finito per rappresentare il tratto unificante, quasi la firma di un patto tra il passato e il futuro. Il passato era concretizzato nella sua lunga esperienza come docente prima (in particolare la sua collaborazione con uno scienziato come Luigi Broglio nella Facoltà di Ingegneria a Roma) e con Telespazio poi, mentre il futuro andava inverandosi giorno per giorno nella visione a lungo termine mai abbandonata per tutto l’arco della sua lunga vita, rimasta attiva fino alla fine.

Era un uomo naturalmente curioso e dotato di un particolare senso dell’umorismo anche irriverente, declinato nel segno di una gran classe e di una profonda umanità, umanità che l’ha portato a guardare ben presto al futuro del Pianeta ed al destino a tratti incerto delle generazioni più giovani alle quali ha rivolto sempre grandi attenzioni, come persona e come imprenditore.

Il patto non è più dunque solo generazionale, ma anche orizzontale verso una società che ha bisogno di una crescente solidarietà al suo interno, qualità che spesso oggi vacilla: individua nel modello imprenditoriale “user to business” un grimaldello per mettere in discussione l’azione tradizionale di governo dall’alto verso il basso fornendo gli strumenti per una azione sociale che vada dai cittadini allo stato. È un modo nuovo di guardare il principio di sussidiarietà che da sempre informa l’azione sociale della Chiesa e che, grazie alle nuove tecnologie in particolare il GIS, può trovare una nuova operatività.

Responsabilità sociale a tutto tondo, dunque, e impegno per contribuire a una società che, messo al centro l’uomo, può bilanciare il progresso economico con la soluzione di problemi sociali tramite l’integrazione tra tecnologia, intelligenza artificiale e uomo per costruire un futuro dal volto umano.

In questo quadro la geografia riacquista un ruolo chiave e mai è mancato il suo sostegno alla disciplina anche riservando una attenzione speciale alla Società Geografica che nel 2019, come abbiamo detto, ne ha riconosciuto il ruolo.

Lascia un grande vuoto ma anche una importante eredità che ci aiuta a guardare ad un futuro che sappiamo difficile con la fiducia di chi è cosciente di avere grazie a uomini come lui gli strumenti per affrontarlo con il giusto spirito.

Margherita Azzari


 

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