San Marco 1

A FlyFuture le commemorazioni per il 60° anniversario

La storia dell’astronautica italiana muove uno dei suoi primi passi il 15 dicembre 1964 quando un gruppo di giovani tra scienziati e ingegneri, capitanato da Luigi Broglio, padre dell’astronautica italiana, mise in orbita il San Marco 1, il primo satellite italiano, ponendo l’Italia come quinto Paese al mondo ad affacciarsi nel settore dello spazio e addirittura il secondo, dopo il Regno Unito dell’Ariel 1, a farlo in totale autonomia.

Il team vedeva, tra gli altri, l’Ingegner Bruno Ratti, colui che anni dopo, a seguito di un incontro con il fondatore di Esri Inc. Jack Dangermond, avrebbe fondato la Esri Italia, per guidarla fino al giorno della sua scomparsa avvenuta nel 2019.

 

Il 21 febbraio scorso, a sessant’anni esatti da quel lancio nella sede della Flight Facility sull’isola di Wallops in Virginia, l’Università Europea di Roma ha dedicato al San Marco 1 un incontro con i rappresentanti di alcuni tra i massimi key-player dell’astronautica italiana in occasione di FlyFuture, la due giorni dedicata al futuro dell’aviazione e dell’astronautica, giunta quest’anno alla sua terza edizione.

 

L’evento ha permesso di scoprire come l’astronautica italiana si sia evoluta da quel giorno del 1964 e quali siano stati i protagonisti che, in questo sessantennio, hanno segnato la storia del nostro Paese e del suo contributo nell’esplorazione spaziale. 

Di particolare interessante è stato scoprire i progetti legati alla ricerca spaziale e con quanta velocità l’uomo stia espandendo la propria presenza nello spazio per fini scientifici e commerciali.

 

 

 

 

 


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