GIS – Integrating Everything, Everywhere: la visione di Dean Angelides per la Conferenza Esri Italia 2026
L'intervista a Dean Angelides, Managing Director of International di Esri Inc.
C'è una domanda semplice che Dean Angelides ama porre alle persone che incontrano Esri per la prima volta: a chi ci si affida quando si ha un problema? La risposta è spesso la stessa: alla propria famiglia e agli amici di lunga data. E allora Dean sorride, perché quella risposta descrive esattamente cosa sia, per lui, la Conferenza Esri Italia.
È così che si apre la video intervista, rispondendo alla prima domanda che la geologa Silvia Ilacqua gli pone, durante le riprese nel quartier generale di Esri Italia.
Per Dean, partecipare alla Conferenza Esri Italia equivale ad andare a un evento di famiglia. Le persone presenti sono amici, rappresentano relazioni costruite nel tempo: chi ci partecipa da 10, 15, 20 anni si affianca ai nuovi arrivati, che percepiscono immediatamente di essere entrati a far parte di una comunità. C'è uno scambio costante, in cui le difficoltà di uno diventano l'occasione per altri di entrare in gioco e contribuire a trovare una soluzione. Qualcosa che Dean definisce, senza esitazioni, straordinario.
Non è retorica. L'edizione 2026 della Conferenza si svolgerà il 13 e 14 maggio a Roma, con il tema ufficiale "GIS – Integrating Everything, Everywhere": una visione che sottolinea la capacità del GIS di connettere persone, dati, processi e tecnologie in ogni luogo e contesto. La partecipazione è gratuita e consente di accedere a tutti gli eventi in programma: plenaria, workshop, sessioni tecnologiche, presentazioni di utenti e partner. Un format che non è mai cambiato nella sua essenza, anche mentre la tecnologia attorno evolveva in modo radicale.
Il GIS al cuore dell'impresa
La prima grande direzione su cui Esri sta concentrando i propri investimenti è quella dell'integrazione Enterprise. Dean è chiaro: l'obiettivo è fare di ArcGIS una piattaforma pienamente Enterprise, capace di dialogare con tutte le altre tecnologie aziendali — ERP, CRM, sistemi di gestione degli asset. Il GIS non è più uno strumento a sé, ma il meccanismo che crea connessioni tra sistemi eterogenei e permette di comprendere le informazioni nella loro complessità.
Realizzare il pieno potenziale di ArcGIS in un'organizzazione richiede che i sistemi GIS si integrino con altri sistemi aziendali come EAM, CRM ed ERP: ArcGIS supporta una varietà di approcci di integrazione e fornisce soluzioni native per specifici provider di software.
Intelligenza artificiale e il potere delle mappe
L'altra grande frontiera — quella di cui, come ammette Dean stesso con un sorriso, parlano tutti — è l'intelligenza artificiale. Ma Esri ha una posizione precisa su come affrontarla: non come sostituto della geografia, bensì come suo amplificatore.
La direzione che Dean descrive è quella di una fusione tra GIS e assistenza conversazionale: un sistema in cui l'utente può interagire in linguaggio naturale — in italiano, greco, spagnolo, in qualsiasi lingua — e ricevere risposte in quello che considera il linguaggio davvero universale: le mappe. Sono le mappe, secondo Dean, a restituire una conoscenza più profonda e più rapida, ed è quella comprensione a rendere possibile affrontare i grandi problemi del mondo.
Questa visione si sta già concretizzando.
Casi d'uso già operativi dimostrano la portata di questa svolta. Le organizzazioni nel settore oil & gas possono monitorare gli asset attraverso GeoAI, gli enti di pubblica sicurezza possono usare l'analisi predittiva per la gestione del traffico e delle emergenze, le compagnie assicurative possono accelerare i processi di liquidazione dei sinistri. Strumenti di rilevamento geospaziale basati sull'AI sono già in grado di riconoscere buche stradali a partire da immagini di droni, un processo che richiederebbe normalmente diversi giorni di lavoro sul campo.
Sul piano etico, Dean è altrettanto netto. L'intelligenza artificiale rende l'accesso alla geografia più democratico, aprendo a professionisti di ogni settore strumenti prima riservati a specialisti. Ed Esri si impegna — come ha sempre fatto con tutti gli algoritmi rilasciati — a garantire trasparenza nel proprio lavoro e a usare la scienza migliore per creare innovazione davvero efficace.
L'alba degli agenti IA: insegnare la geografia alle macchine
Il tema più avanzato — e quello che apre scenari che Dean stesso riconosce essere ancora impossibili da prevedere completamente — è quello degli agentic workflow, i flussi di lavoro basati su agenti di intelligenza artificiale.
La prospettiva che Dean delinea va oltre la classica interazione tra una persona e una mappa: si tratta di un nuovo paradigma in cui due o più agenti IA dialogano tra loro, seguendo standard emergenti che li mettono in comunicazione. Esri sta lavorando per insegnare la geografia a queste intelligenze artificiali, affinché il principio di "The Power of Where" diventi parte integrante di tutti i sistemi IA che verranno.
Gli agenti AI in ArcGIS sono componenti che operano all'interno della piattaforma geospaziale per orchestrare ed eseguire flussi di lavoro complessi utilizzando dati spaziali e non spaziali: sono progettati per ragionare su input strutturati e non strutturati, invocare strumenti di geoprocessing, interagire con i servizi ArcGIS e completare workflow articolati con minima supervisione umana.
Le implicazioni pratiche sono già esplorabili. Un agente che monitora un impianto non si limita ai dati tabulari su velocità e temperatura ma riesce integrare input visivi da telecamere per rilevare fumo tramite un modello GeoAI, segnali olfattivi per individuare perdite di gas, o segnali acustici per riconoscere anomalie meccaniche: è questo scenario multisensoriale con agenti che leggono sia il fronte operativo che quello di back-end a essere considerato il futuro prossimo dello spazio industriale.
Come ha sottolineato anche il CEO di Esri Jack Dangermond alla conferenza annuale degli utenti: «L'IA agentica è una nuova era in cui il vostro lavoro andrà sempre più veloce. Il mondo non ha solo bisogno di questa infrastruttura AI: ha bisogno del vostro lavoro per trasformare il modo in cui comprendiamo, collaboriamo e risolviamo i problemi».
Un appuntamento da non perdere
La Conferenza Esri Italia è, dunque, molto più di un evento tecnico. È il luogo in cui questa visione si incontra con la realtà operativa di chi ogni giorno usa il GIS per amministrare territori, progettare infrastrutture, gestire emergenze, tutelare l'ambiente. L'edizione 2026 si focalizzerà su AI e GIS per l'analisi predittiva, Digital Twin per la simulazione di scenari territoriali, strumenti per il cambiamento climatico e la resilienza territoriale, e poi GIS/BIM, Reality Mapping e Sostenibilità Ambientale.
A chiudere l'intervista, Dean torna al punto di partenza: la conferma che Esri ha imparato come far crescere quella forma potente di interazione comunitaria che rende la Conferenza Esri Italia qualcosa di unico nel suo genere.
Il 13 e 14 maggio, a Roma, la community GIS italiana si ritrova. Come ogni anno. Come una famiglia.
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